La storia della Lega è iniziata con lo slogan di "Roma ladrona" e
simili, contro la corruzione tutta romana e meridionale, in nome
dell’onestà e della correttezza amministrativa. Ma i tempi cambiano. I
contestatori di ieri sono i detentori del potere di oggi. Ed è di oggi
la notizia che il figlio di Bossi, quello che non brilla, che è
riuscito a totalizzare tre o quattro bocciature all’esame di maturità
addossandone la colpa ai professori, quello che il padre, quando
qualcuno ne parlava come suo delfino, ebbe il pudore di ridimensionare
dicendo che tutt’al più poteva essere una trota, quello del gioco
razzista “rimbalza il clandestino”, è stato nominato membro del
consiglio di direzione dell’”Osservatorio sulla trasparenza e
l’efficacia del sistema fieristico lombardo”, un baraccone inutile
ideato dalla stessa Lega. Stipendio: 12.000 euro al mese. Dieci volte
lo stipendio degli insegnati che lo hanno bocciato. La Lega. Tanta
fierezza e tanta strafottenza, è finita nel familismo del peggiore
meridionalismo. I figli so' piezz' 'e core diceva Filomena Marturano,
ma lei era napoletana…
Ezio Pelino